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Scopri la città campana con templi greci meglio conservati: più antica di Roma

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Incastonata nel cuore della campania, Paestum si erge come una testimonianza silenziosa e maestosa di un passato glorioso. Quest’antica città, fondata nel VII secolo a.C. da coloni greci, è un sito archeologico di un fascino incomparabile, custode di uno dei complessi di templi greci meglio conservati al mondo. Un viaggio a Paestum non è una semplice visita turistica, ma un’immersione profonda nell’architettura e nella cultura della magna grecia, in un luogo dove la storia sembra essersi fermata.

Storia e origine di Paestum

La narrazione di Paestum è un intreccio di culture, conquiste e trasformazioni che hanno plasmato il suo destino per secoli. Le sue rovine non sono solo pietre antiche, ma pagine di un libro di storia che racconta l’evoluzione di una delle più importanti città della magna grecia.

Dalla fondazione greca al dominio romano

La città fu fondata intorno al 600 a.C. da coloni greci provenienti da Sibari, che le diedero il nome di Poseidonia, in onore del dio del mare. Grazie alla sua posizione strategica e alla fertilità della pianura circostante, divenne rapidamente un fiorente centro commerciale e culturale. Successivamente, nel corso del V secolo a.C., la città cadde sotto il controllo dei Lucani, una popolazione italica che la ribattezzò Paiston. Infine, nel 273 a.C., fu conquistata dai romani, che ne latinizzarono il nome in Paestum e la trasformarono in una prospera colonia, arricchendola con nuove strutture come il foro e l’anfiteatro.

Il declino e l’abbandono

L’apogeo di Paestum durante il periodo romano fu seguito da un lento ma inesorabile declino. A partire dal I secolo a.C., l’insabbiamento del fiume Salso causò la formazione di paludi malsane, rendendo l’area inospitale e favorendo la diffusione della malaria. Gli abitanti iniziarono a lasciare la città, che si spopolò gradualmente fino al suo completo abbandono intorno al IX secolo d.C. Paradossalmente, fu proprio questo oblio a preservare i suoi monumenti straordinari, proteggendoli da spoliazioni e distruzioni per quasi mille anni.

La riscoperta nel XVIII secolo

Paestum rimase nascosta e dimenticata fino al XVIII secolo, quando fu riscoperta dagli intellettuali e dagli aristocratici europei impegnati nel Grand Tour. Le sue rovine imponenti, immerse in un paesaggio selvaggio e suggestivo, suscitarono un’enorme ammirazione e divennero una tappa fondamentale del viaggio di formazione in italia. Fu solo all’inizio del XX secolo, tuttavia, che iniziarono scavi archeologici sistematici, portando alla luce la straordinaria ricchezza di un sito che nel 1998 è stato meritatamente inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Questa complessa vicenda storica ha lasciato in eredità i monumenti più spettacolari del sito, i tre templi dorici che ancora oggi dominano la pianura.

I templi greci di Paestum

Il cuore pulsante del parco archeologico è senza dubbio l’area sacra, dove sorgono i tre magnifici templi dorici. La loro eccezionale conservazione li rende esempi unici dell’architettura greca, capaci di trasportare il visitatore indietro nel tempo, all’epoca del loro massimo splendore.

Il tempio di Hera, la cosiddetta “Basilica”

Il più antico dei tre templi è quello dedicato a Hera, costruito intorno al 550 a.C. È noto anche come “Basilica” per un’errata interpretazione degli archeologi del settecento, che lo scambiarono per un edificio civile romano a causa della sua pianta insolita. Presenta un numero dispari di colonne sulla facciata (nove) e una fila di colonne centrali all’interno della cella, caratteristiche tipiche dell’architettura greca arcaica. Si ipotizza che potesse essere dedicato a due divinità, forse Hera e Zeus.

Il tempio di Nettuno, un capolavoro dorico

Accanto alla “Basilica” sorge il maestoso tempio di Nettuno, eretto nel V secolo a.C. Questo edificio è spesso considerato l’apogeo dell’architettura dorica per la sua perfezione formale, l’equilibrio delle proporzioni e la sua armonia. Nonostante il nome, attribuitogli per tradizione, gli studi più recenti suggeriscono che fosse anch’esso dedicato a Hera, o forse ad Apollo. È uno dei templi greci meglio conservati al mondo, con quasi tutte le sue colonne e l’architrave ancora intatti.

Il tempio di Athena, l’antico “tempio di Cerere”

Situato su un’altura a nord dell’area sacra, il tempio di Athena domina il sito e offre una vista magnifica sulla pianura circostante. Costruito intorno al 500 a.C., presenta una particolarità architettonica notevole: pur essendo un tempio dorico all’esterno, si ritiene che avesse colonne ioniche all’interno del pronao, un primo esempio di fusione tra i due ordini architettonici. In passato era stato erroneamente identificato come un tempio dedicato a Cerere.

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Questi tre giganti di pietra non sono soltanto rovine imponenti, ma veri e propri trattati di architettura che rivelano l’evoluzione del gusto e della tecnica costruttiva greca.

L’architettura unica dei templi

L’analisi dei templi di Paestum offre una lezione magistrale sull’ordine dorico e sulla sua evoluzione. Ogni colonna, ogni capitello e ogni fregio racconta una storia di ricerca estetica e di perfezione ingegneristica che ha attraversato i secoli.

Le caratteristiche dell’ordine dorico

L’ordine dorico, il più antico e austero degli stili architettonici greci, è chiaramente riconoscibile nei templi di Paestum. Le sue caratteristiche principali includono:

  • Colonne robuste e scanalate, prive di base e poggianti direttamente sullo stilobate (il basamento del tempio).
  • Capitelli semplici, composti da un elemento circolare (echino) e una lastra quadrata (abaco).
  • Entasi pronunciata, ovvero il rigonfiamento del fusto della colonna a circa un terzo della sua altezza, per correggere l’illusione ottica della concavità.
  • Fregio composto dall’alternanza di triglifi (pannelli con tre scanalature verticali) e metope (pannelli lisci o decorati).

Evoluzione stilistica da Hera a Nettuno

Il confronto tra il tempio di Hera e quello di Nettuno, costruiti a circa un secolo di distanza, evidenzia una chiara evoluzione stilistica. Il primo appare più massiccio e arcaico, mentre il secondo è più slanciato ed equilibrato, rappresentando la piena maturità dello stile dorico classico.

Caratteristica Tempio di Hera (c. 550 a.C.) Tempio di Nettuno (c. 460 a.C.)
Proporzioni Colonne più tozze e massicce Colonne più slanciate ed eleganti
Numero di colonne frontali 9 (insolito e arcaico) 6 (canonico per lo stile classico)
Entasi Molto pronunciata Più sottile e raffinata
Capitello Echino molto schiacciato ed espanso Echino con una curvatura più tesa e lineare

L’innovazione nel tempio di Athena

Il tempio di Athena rappresenta un interessante momento di transizione e sperimentazione. La presunta combinazione di un peristilio esterno dorico con un colonnato interno ionico testimonia una ricerca di nuove soluzioni estetiche e un’apertura verso influenze stilistiche diverse, preannunciando soluzioni architettoniche che diventeranno più comuni in epoche successive.

Comprendere la storia e l’architettura di questi monumenti rende ancora più emozionante l’esperienza di camminare tra di essi e di esplorare l’intera area archeologica.

Visitare il parco archeologico di Paestum

Esplorare il parco archeologico di Paestum significa intraprendere un viaggio nel tempo. L’area, vasta e ben conservata, permette di passeggiare tra i resti della città greca e romana, immaginando la vita che vi si svolgeva millenni fa.

L’area sacra dei templi

Il percorso di visita conduce inevitabilmente al cospetto dei tre templi dorici. Camminare sull’erba tra queste colossali strutture di pietra è un’esperienza di grande impatto emotivo. La loro imponenza e il loro stato di conservazione permettono di apprezzarne la grandezza e di percepire la sacralità del luogo. È possibile avvicinarsi e osservare da vicino i dettagli architettonici, come le scanalature delle colonne e i resti dei fregi.

Oltre i templi: esplorare la città antica

Paestum non è solo i suoi templi. Il parco archeologico custodisce anche i resti della città romana. Il Foro, il cuore della vita pubblica, è ancora ben riconoscibile, così come i resti del Comitium, dove si tenevano le assemblee popolari. Poco distante si trova l’anfiteatro, parzialmente interrato dalla strada moderna che attraversa il sito. Un reperto di eccezionale importanza è l’ekklesiasterion, un raro esempio di edificio per assemblee di epoca greca, testimonianza della vita politica della Poseidonia originaria.

Le mura della città

A cingere l’intera area archeologica si estende una cinta muraria straordinariamente preservata. Lunga circa cinque chilometri, con le sue torri di guardia e le sue porte monumentali, rappresenta uno dei migliori esempi di fortificazione della magna grecia. Una passeggiata lungo alcuni tratti delle mura offre una prospettiva diversa sulla città antica e sul paesaggio circostante.

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L’esperienza di visita si completa con la scoperta dei tesori rinvenuti durante gli scavi, oggi conservati in uno spazio espositivo dedicato.

Il museo archeologico di Paestum

Adiacente al parco archeologico, il museo nazionale di Paestum è una tappa imprescindibile per chiunque visiti il sito. Le sue sale custodiscono reperti di inestimabile valore che completano la narrazione della storia della città, dall’epoca greca a quella romana.

La Tomba del Tuffatore: un reperto unico

Il pezzo più celebre del museo è senza dubbio l’affresco della Tomba del Tuffatore. Risalente al 480-470 a.C., questo ciclo di pitture è un esempio quasi unico di pittura funeraria greca di epoca classica. La lastra di copertura, che dà il nome alla tomba, raffigura un giovane uomo che si tuffa nell’acqua: una potente metafora del passaggio dalla vita alla morte. Le altre lastre mostrano scene di un simposio, offrendo uno spaccato della cultura e dei rituali dell’aristocrazia greca.

Le metope del tempio di Hera Argiva

Un’altra sezione di grande importanza è dedicata alle metope arcaiche provenienti da un santuario extraurbano dedicato a Hera, situato alla foce del fiume Sele. Questi pannelli scolpiti in arenaria raffigurano episodi mitologici, come le fatiche di Eracle e il ciclo troiano. Rappresentano una delle più importanti testimonianze della scultura greca arcaica in italia.

La collezione di reperti

Il museo espone una vasta gamma di altri reperti che illustrano la vita quotidiana, la religione e l’arte di Paestum attraverso i secoli. Si possono ammirare ceramiche greche e lucane, oggetti in bronzo, statuette votive, corredi funerari e manufatti di epoca romana. Ogni oggetto contribuisce a ricostruire il mosaico complesso e affascinante di questa antica città.

La ricchezza del parco e del museo rende Paestum una destinazione completa, ma per godere appieno della visita è utile tenere a mente alcune informazioni pratiche.

Consigli pratici per esplorare Paestum

Organizzare una visita a Paestum è semplice, ma alcuni accorgimenti possono contribuire a rendere l’esperienza più piacevole e memorabile. Dalla scelta del periodo migliore a cosa portare con sé, ecco alcuni suggerimenti utili.

Quando visitare e come arrivare

Le stagioni ideali per visitare Paestum sono la primavera e l’autunno, quando le temperature sono miti e la luce valorizza al meglio i colori della pietra e del paesaggio. L’estate può essere molto calda, specialmente nelle ore centrali della giornata. Il sito si trova in campania, a sud di Salerno, ed è facilmente raggiungibile in auto o in treno, con la stazione ferroviaria situata a breve distanza a piedi dall’ingresso del parco archeologico.

Cosa portare e quanto tempo dedicare

Per esplorare l’ampia area archeologica è fondamentale indossare scarpe comode. È consigliabile inoltre portare con sé alcuni elementi essenziali per affrontare la visita:

  • Acqua, soprattutto durante i mesi più caldi.
  • Protezione solare, come cappello e crema.
  • Una macchina fotografica per immortalare la bellezza del luogo.

Per una visita completa, che includa sia il parco archeologico che il museo, è bene prevedere almeno mezza giornata. Chi desidera esplorare ogni angolo con calma potrebbe dedicare all’esplorazione un’intera giornata.

Biglietti e accessibilità

Generalmente è disponibile un biglietto cumulativo che consente l’accesso sia al parco archeologico che al museo nazionale. È sempre buona norma verificare gli orari di apertura e le tariffe sui canali ufficiali prima della visita. Gran parte del parco archeologico è pianeggiante e facilmente accessibile anche a persone con mobilità ridotta, sebbene alcuni sentieri possano essere sterrati.

Paestum è molto più di un semplice insieme di rovine: è un’eredità culturale di valore universale. La sua storia millenaria, la maestosità dei suoi templi dorici e i tesori custoditi nel suo museo ne fanno una destinazione imperdibile. Visitare questo sito significa camminare sulle tracce di greci, lucani e romani, immergendosi in un’atmosfera unica dove arte, storia e natura si fondono in un’armonia perfetta, nel cuore della campania.

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